Pubblicato da: pellegrinando | 22 marzo 2011

Il cammino di Marcella prosegue

Il 18 marzo il cammino di Marcella è entrato in territorio francese.

Seguitelo sul blog che Anna giornalmente tiene: http://www.camminodimarcella.movimentolento.it/it/resource/trip/cammino-di-marcella//

Tornerò con Anna e con i suoi compagni di cammino per percorrere l’ultima settimana.   Allora riprenderò ad aggiornare questo mio blog.

Luciano

Pubblicato da: pellegrinando | 15 marzo 2011

da Celle Ligure ad Imperia: quattro giornate di cammino

13^ TAPPA - Partenza da Celle Ligure venerdì 11 marzo alla volta di Noli.  Ecco cosa scrive Anna sul suo blog:  http://www.camminodimarcella.movimentolento.it/it/resource/stage/33/2011-03-11-tappa-13-da-celle-ligure-noli

Partenza fissata davanti al municipio, dove stanno arrivando i primi venditori del mercato. Con noi c’è anche Consolata in compagnia di Sacher, il suo cagnone, Cristina, una cara amica di Savona e Carlo.Ci avviamo verso il lungomare che percorriamo sino ad arrivare al tunnel che porta all’ingresso di Albisola, che dovremmo aggirare sulla sinistra lungo una strada pedonale che invece è interrotta per una frana. Proviamo a cercare un’alternativa, ma poi ci arrendiamo e … tratteniamo il respiro per superare indenni quella puzzolente camera a gas.Fino a Savona proseguiamo sul lungomare, godendoci il rumore delle onde e il profumo salmastro del mare.Giunti in città imbocchiamo gli eleganti portici di via Paleocapa per arrivare al Duomo e alla cappella Sistina: Cristina ci racconta alcuni elementi storici di Savona, parlandoci della rivalità tra questa e Genova, forse accentuata anche dalla potenza della famiglia savonese Della Rovere, che diede due papi al chiesa romana, Papa Sisto IV, appunto, e suo nipote Papa Giulio II.Dopo una veloce pausa caffè entriamo in Sala Rossa, dove siamo attesi per un incontro pubblico con l’Assessore Isabella Sorgini e rappresentanti delle Associazioni che operano nel settore della disabilità; nasce un bel dibattito da cui attingiamo anche noi nuovi elementi su cui ragionare lungo il cammino.La rappresentante dell’Amministrazione ci promette che farà il possibile per rendere facilmente accessibile la lista delle associazioni. Ci salutiamo calorosamente e poi, dopo un buon minestrone caldo offerto da Cristina e Titti Ozenda (un amico socio della Camminamare) riprendiamo il nostro cammino, passando di fronte alla fortezza del Priamar, che scopriamo non essere stata costruita per difendere Savona dagli attacchi nemici, ma per farla controllare dalle truppe genovesi.Dopo aver passato Fornaci, Multedo, Gavotti e Zinola facciamo una breve digressione per attraversare il torrente Trexenda utilizzando un bellissimo ponte romano.Quando giungiamo a Vado la tappa si fa impegnativa: saliamo sulle alture che si affacciano sulla costa,  raggiungendo S. Genesio percorrendo un sentiero poco battuto (un po’ avventuroso), poi Monte s. Elena, Bergeggi, scendendo a Spotorno.Proseguendo ci siamo allontanati nuovamente dal lungomare sapendo di dover raggiungere il Castello attraverso un sentiero “poco visibile”.Ad un certo punto il GPS ci guida verso una discesa, ma due persone del luogo ci avvisano che incontreremo una scalinata difficilissima e cercano di dissuaderci: noi, ligi al tracciato, decidiamo di provare ad affrontare ugualmente questa ardua impresa, e ci ritroviamo a scendere una scalinata, molto lunga, un po’ ripida, ma senza particolari difficoltà. Ancora una volta ci troviamo a ragionare su quanto sia facile farsi impressionare da realtà un po’ più complesse della norma!Arriviamo infine a Noli intorno alle 18,15 scendendo lungo una strada estremamente suggestiva, passando sotto voltoni illuminati, sino a giungere di fronte al Comune dove siamo attesi dal Vicesindaco Piero Penner e dall’Assessore ai Servizi Sociali Giovanni Peluffo, che ci accompagnano presso la struttura parrocchiale dove stiamo ospitati, dandoci appuntamento per la cena al “Buccun da Preve”. Qui conosciamo anche il Sindaco Ambrogio Repetto.Alle 21,00 partecipiamo ad un incontro pubblico in cui discutiamo intorno alla disabilità con le numerose persone intervenute.Diversi gli spunti di riflessione, tra i quali chiediamo a voi un parere su quello che ci è rimasto più impresso: è proprio vero che per abbattere una barriera (non solamente architettonica) occorre sempre e solo “monetizzare” la disabilità, vedendo quindi il disabile come un costo e non come un’opportunità per far crescere una società più giusta?

14^ TAPPA - Sabato 12 marzo la tappa da Noli  a Loano. Ecco cosa scrive Anna sul suo blog:  http://www.camminodimarcella.movimentolento.it/it/resource/stage/33/2011-03-12-tappa-14-da-noli-loano/

Partenza fissata davanti al municipio, dove incontriamo tre nuovi camminatori, Luca, un ipovedente, Carlo e Gigi.Tappa non facile, lunga circa 25 chilometri e che subito sale verso il Semaforo di Capo Noli, da cui abbiamo goduto di uno splendido paesaggio. Siamo scesi a Varigotti, poi sul lungomare abbiamo raggiunto Finale Marina, attraversata camminando lungo il carrugio centrale, poi abbiamo affrontato un nuovo sentiero in salita, imboccandolo prima di arrivare a Finalborgo.Questo sentiero sale alla Caprazoppa nella folta macchia mediterranea e ci porta a Verezzi e poi a scendere a Pietra Ligure.Qui pranziamo prima di incontrare il vicesindaco Dario Valeriani e scopriamo che il Comune che rappresenta ha già realizzato numerose iniziative con i disabili, oltre ad aver attuato ciò che noi richiediamo alle Amministrazioni, ossia la valorizzazione sul sito istituzionale delle Associazioni che operano pro tempo libero dei disabili.Dopo questo gradevolissimo incontro ci avviamo verso Loano, dove veniamo ignorati, nonostante vari tentativi per poter incontrare gli amministratori della città.E’ quindi una serata tutta nostra, di revisione del viaggio, anche perché stasera è arrivato l’ultimo componente fisso di questo cammino, Riccardo, completando così il quartettoPassiamo la notte sui tavoli di una sala parrocchiale del convento dei Cappuccini: è questa l’unica possibilità sobria di pernottamento nella nostra notte loanese.

15^ TAPPA – Domenica 13 marzo si va da Loano a d Alassio.  Ecco cosa scrive Anna sul suo blog:  http://www.camminodimarcella.movimentolento.it/it/resource/stage/33/2011-03-13-tappa-15-da-loano-alassio/

Tappa di natura, di incontri, di storia e di pioggia, con Luca, anche oggi nostro compagno di viaggio, che ci permette di ragionare più concretamente sui temi a noi cari.Abbandoniamo Loano sotto la pioggia lungo la litoranea e, all’uscita di Borghetto s. Spirito, saliamo per un bel sentiero ripido e roccioso che mette un po’ in difficoltà Luca, che però sa chiedere una mano quando lo ritiene necessario, e la ottiene perché questo nostro cammino deve proprio essere una viaggiare insieme sostenendoci nelle difficoltà reciprocamente.Successivamente il sentiero corre a mezza costa in vista della piana di Albenga.Attraversiamo la piana d’Albenga su strade non adatte al cammino e giungiamo alla città attraverso il ponte Lungo e la via attrezzata con pannelli in braille.Arriviamo alle 11,45 in Comune dove troviamo ad aspettarci l’Assessore al Turismo Mauro Vannucci e due suoi collaboratori e anche con loro discutiamo di disabilità e facciamo la nostra richiesta, scoprendo che proprio in questo periodo stanno rifacendo il sito e quindi prevedono di mettere l’elenco delle Associazioni.Dopo un buon pranzo offerto dal Comune ci riavviamo verso Alassio percorrendo la strada romana, che purtroppo scopriamo che … in parte è stata asfaltata!Giungiamo al nostro punto di arrivo fradici di pioggia, e subito veniamo accolti da Carmela e Marco nel loro nuovo appartamento; dopo poco ci troviamo attorno ad un tavolo a sorseggiare tè caldo parlando con tranquillità con l’assessore ai servizi sociali Loretta Zavaroni e l’ex sindaco Roberto Avogadro. Ci danno l’impressione di essere interessati a sostenere le nostre richieste presso l’amministrazione comunale.Terminiamo la giornata preparandoci a una nuova giornata di pioggia, come dicono le previsioni del tempo!

16^ tappa – Lunedì 14 da Alassio si arriva ad Imperia.   Ecco cosa scrive Anna nel suo blog:  http://www.camminodimarcella.movimentolento.it/it/resource/stage/33/2011-03-14-tappa-16-da-alassio-imperia/

La nostra giornata inizia con un incontro molto intenso: Marco Turbiglio, navigatore in barca a vela, vincitore di regate internazionali, che ci accoglie durante una seduta di dialisi. Lui e la moglie Carmela, che ci hanno messo a disposizione il loro appartamento, trasmettono vita e voglia di esserci.Con questa carica di ottimismo partiamo per una tappa lunga e impegnativa, ma sotto un pallido sole che diventerà più intenso durante la giornata.Il cammino inizia con una ripida salita che ci permette di raggiungere, sopra Laigueglia, Colla Michieri, un borgo medievale in cui ha vissuto Thor Heyerdhal, un grande navigatore che ci fa pensare subito a Marco; qui visitiamo la chiesetta dove è conservata la cattedra utilizzata dal Papa Pio VII mentre tornava a Roma dal suo esilio francese
Successivamente abbiamo proseguito lungo la strada Julia Augusta, selciata, in stile medievale, fino a superare il castello di Andora, e costeggiare l’autostrada: che differenza di pensieri e di conoscenza del territorio tra chi, come noi, lo percorre con un’andatura lenta e regolare e chi invece lo attraversa con la velocità delle vetture che ci scorrevano affianco.Risaliamo alla dorsale del Poggio Mea per scendere a Cervo, cittadina che ha mantenuto il suo fascino medioevale, dove ci fermiamo per rifocillarci rapidamente.Un po’ riposati ci rimettiamo in cammino, aggirando all’interno S. Bartolomeo al mare, fino a raggiungere Diano Marina, da cui proseguiamo sul lungomare ai piedi di Capo Berta.Alle 17,00, puntualissimi, ci presentiamo presso la Sala consiliare del Comune di Imperia, dove troviamo i rappresentanti di alcune associazioni, direttori sanitari dell’A.S.L., l’Assessore allo Sport e al Turismo Luca Volpe e il sindaco Paolo Strescino.Dopo l’intervento dell’assessore, spiego il perché del Cammino e faccio le solite richieste al sindaco, che promette di tenerne conto. Foto ufficiale e poi ci spostiamo presso la Comunità Alloggio don Glorio, dove ceniamo, ospiti del Comune, e dove alcuni di noi trascorreranno la notte confortevolmente.Durante la cena conosciamo meglio Matteo Lodi, che già da tempo mi ha contattata per conoscere meglio il cammino e farci conoscere il suo progetto di cohousing. Parliamo a lungo piacevolmente, e organizziamo un’interessante tratto di cammino comune domani mattina (leggeteci domani!) e poi alcuni di noi vanno ospiti a casa sua.

Pubblicato da: pellegrinando | 11 marzo 2011

Da Rossiglione il cammino è ripartito

Domenica 6 marzo siamo arrivati a Genova.   Io sono tornato a casa.    Lunedì è stato un giorno di sosta.   Anna ed Enrica si sono trasferite a Rossiglione, luogo in cui il 12 aprile 1997 è avvenuto l’incidente.

Martedì partenza da Rossiglione alla volta di Acquasanta.   Ecco quanto scrive Anna sul suo blog: http://www.camminodimarcella.movimentolento.it/it/resource/stage/33/2011-03-09-tappa-10-da-rossiglione-santuario-di-ac/
Oggi avvio del percorso ufficiale! Alle 8,30 partiamo dalla Stazione FF.SS. in compagnia di uno speciale amico di Torino, Ernesto Olivero, fondatore del SER.MI.G. e poi dell’Arsenale della Pace, che da quarant’anni opera per portare nel mondo la cultura della Pace con le sue marce, che ha voluto essere presente perché, ha spiegato, “mi ha portato qui il cuore”. Vengono con noi nel primo tratto anche Nonno Antonio e sua moglie, arrivati apposta da Torino per salutare la nostra partenza, e alcuni miei familiari, tra cui anche il papà e una sorella di Marcella, che percorrono con noi l’intera tappa, prima e unica interamente di montagna, sugli Appennini, toccando il Passo del Turchino, camminando anche lungo un tratto dell’Alta Via dei Monti Liguri. Tappa non semplice, molto varia e quindi proprio gradevole. Un tratto d’asfalto iniziale, che ci ha portati anche sotto il pilone dell’autostrada dove iniziò il nuovo “cammino di Marcella”, dove abbiamo sostato anche per un breve momento di preghiera, poi strada sterrata, mulattiere e infine anche un sentiero tra i rovi da cui, come ci hanno detto, vedendoci, dei vecchi contadini “belin, scendono solo i cinghiali!” Dopo circa ventun chilometri mio genero, non troppo allenato, ha esultato alla vista del Santuario dell’Acquasanta. Qui abbiamo salutato i partecipanti “esterni” che ripartivano verso le proprie case e siamo stati avvicinati da Claudia che con la sua bimba Febe aveva letto del Cammino e allora è venuta davanti al Santuario sperando d incontrarci e offrirci ospitalità per un graditissimo te caldo! Abbiamo concluso la nostra giornata in un’azienda agrituristica con una buona cena. E … da domani torniamo sulla costa!

Mercoledi da Acquasanta il cammino ha raggiunto Genova Voltri, incrociandosi con il punto di arrivo del prologo Sarzana Genova ed è proseguito sino ad Arenzano.  Ecco cosa scrive Anna nel suo blog http://www.camminodimarcella.movimentolento.it/it/resource/stage/33/2011-03-10-tappa-11-da-santuario-di-acquasanta-are/
Oggi camminiamo in tre, Enrica, Roberto e io; partiamo dall’azienda agrituristica in cui siamo stati ospitati ieri, situata a circa due chilometri dal Santuario. Inizio tranquillo, in discesa, su strada sterrata.
Giunti nel sagrato del santuario accendiamo il GPS e ci avviamo in salita lungo una scalinata che ci porta rapidamente alla stazione ferroviaria. Da lì iniziamo la salita che ci porta a scollinare verso Genova. Percorriamo strade sterrate, in mezzo al bosco, fino a giungere al limitare della città …. E qui chiediamo a diverse persone quale può essere il percorso migliore per giungere sul lungomare a piedi. Rimaniamo colpiti dalle risposte. La sensazione e che i cittadini non prevedano che ci si possa muovere senza un mezzo! Qualcuno ci invita a prendere l’autobus, qualcun altro ci offre un passaggio in auto, una ragazza ci indica una serie di scale che non riusciamo a trovare, altri dimostrano una concezione della distanza insensata (un tunnel lungo meno di cento metri ci viene indicato come lungo almeno un chilometro): ci domandiamo come sia possibile che manchi così tanto la conoscenza del proprio territorio!
Comunque, un po’ la traccia un po’ l’intuito ci portano al lungomare e, dopo poche centinaia di metri ci ricongiungiamo al punto in cui domenica abbiamo abbandonato la costa per andare a Rossiglione.
Dopo pranzo ci rimettiamo in marcia percorrendo prima un vicolo parallelo all’Aurelia, poi l’Aurelia stessa stando sul marciapiede protetto. Mentre proviamo a salire lungo un sentiero, per abbandonare la strada molto trafficata un ragazzo ci dice che quel sentiero è impraticabile e che troveremo l’ingresso al Sentiero Mare e Monti più avanti; inizialmente ci fidiamo e proseguiamo, poi decidiamo di tornare sui nostri passi e scopriamo, grazie all’incontro fortuito con un anziano, che circa cinquanta metri prima rispetto al punto in cui il ragazzo ci ha fermati c’è l’accesso al sentiero, che si rivelerà un’eccezionale alternativa allo smog dell’Aurelia.
Scendiamo dal sentiero all’ingresso in Arenzano, poco prima del tunnel del Pizzo, per poi scendere sul lungomare pedonale.
La nostra tappa termina nei pressi di una rotonda sul mare, di fronte alla Colonia Marina Provincia di Alessandria “G.Giraudi”.
Al termine di questa giornata vi lanciamo una nuova domanda: la poca attenzione al territorio in cui si vive è o può essere indice di poca attenzione alle persone che vivono vicino a noi? O meglio il non avere curiosità verso i luoghi dove ci muoviamo quotidianamente può riflettersi anche sulla qualità dei nostri rapporti?
Aspettiamo le vostre opinioni …

Giovedi da Arenzano a Celle Ligure.  Ecco cosa scrive Anna nel suo blog http://www.camminodimarcella.movimentolento.it/it/resource/stage/33/2011-03-10-tappa-12-da-arenzano-celle-ligure/
Oggi si aggiunge al trio di ieri Mario, il marito di Enrica, per una tappa pianeggiante, che percorriamo a ritmo abbastanza sostenuto, ossia a quasi 6 km all’ora.
Imbocchiamo la pista ciclopedonale che ha preso il posto del vecchio sedime ferroviario, molto suggestiva, che passa attraverso vari tunnel, fino a raggiungere Cogoleto, dove troviamo un mercato sul lungomare, poi riprendiamo la pista ciclopedonale che corre proprio lungo il mare, permettendo ai nostri polmoni di riempirsi di iodio.
A Varazze ci fermiamo per una breve pausa caffè, per poi riprendere costeggiando il porto turistico, scoprendo un nuovissimo camminamento (ancora non del tutto terminato).
Successivamente attraversiamo un ponte lungo l’Aurelia e poi torniamo rapidamente su un percorso pedonale protetto sino ad arrivare senza intoppi di fronte al palazzo Comunale di Celle Ligure.
Decidiamo di provare ad entrare per spiegare il nostro progetto e qualche rappresentante dell’Ente Isituzionale e … per un assoluto caso arriva la Responsabile dei Servizi Sociali dott.essa M. Cristina Rabbia che ci sta ad ascoltare con molto interesse, tanto che ci promette di fare il possibile per farci incontrare l’Assessore dott. Luigi Chierroni; infatti nel pomeriggio gli potremo esporre le nostre richieste. Immediatamente sono state recepite, anche perché si dimostrano sensibili al tema disabilità, tanto che negli ultimi tempi hanno abbattuto barriere architettoniche lungo il tragitto che deve percorre per spostarsi da casa alla spiaggia l’unico disabile motorio che va regolarmente in vacanza a Celle.
Ci salutiamo calorosamente con la promessa che ci avviseranno quando metteranno sul sito del comune l’elenco “spiegato” delle associazioni e domani mattina verranno a salutare la nostra partenza, molto probabilmente con il Sindaco.
Nel pomeriggio siamo stati accolti da un’amica “importante”, Consolata, nella casa che avevamo usato al tempo dell’incidente come casa base per i week end lunghi, perché i nostri amici ci aiutavano nella gestione dei ragazzini mentre Marco e io andavamo al Gaslini da Marcella senza percorrere tanti chilometri in autostrada. Quindi ricordi belli trascorsi in compagnia di una famiglia che ci è sempre stata molto vicina nei momenti dolorosi.   
Ora cena “famigliare” e poi rapidamente a dormire: domani ci aspetta una tappa “aperta”… vi aspettiamo!

Infine trascrivo l’email che Anna mi ha scritto su queste giornate.
L’8 marzo giornata di emozioni, un po’ di parenti e  un amico speciale, Ernesto Olivero che dice di essere venuto “perché portato dal cuore”.
Prima e unica tappa appeninica, molto varia, a partire dai piedi del Viadotto Piani, dove avvenne l’incidente,  fino ad arrivare in due tappe a Genova Voltri prima e a Arenzato poi.
Abbiamo percorso mulattiere, sentieri, strade sterrate e siamo anche scesi di corsa lungo un sentiero appena accennato per poter raggiungere un ponticello in fondo ad una valletta, suscitando l’ilarità di due anziani contadini che ci hanno detto che da lì potevano venire giù solo cinghiali.
L’attraversamento di Genova Voltri non è stato semplicissimo ma poi siamo giunti alla stazione della zona per riagganciare il filo del percorso tracciato nel prologo lungo la costa.
Certo che l’assaggio del paesaggio di Ponente mi fa dire che è molto divero da quello del Levante: qui potremo percorrere delle vie più vicine al mare, ma ci aspettano anche diversi incontri pubblici, di cui poi vi racconteremo.
Sappiate che venerdì 11 è giornata aperta a chi vuole condividere con noi un pezzo di cammino: l’appuntamento è alle 8,00 davanti al comune di Celle Ligure.. 
E per concludere … Ci manca Luciano, con le sue spiegazioni e il suo atteggiamento disponibile, ma sappiamo che da lontano ci segue, e ne siamo felici.

Pubblicato da: pellegrinando | 8 marzo 2011

Disponibili le tracce GPS del Cammino

Nel tratto di cammino da Sarzana a Genova ho rilevato il percorso con un GPS.

Metto a disposizione le tracce tappa per tappa, ed inoltre un file con la traccia dell’intero percorso.

Le tracce sono in formato GPX per essere caricate nel proprio GPS ed in formato KML per essere visualizzate in Google Earth.   Per ogni chiarimentio scrivetemi.

Scarica in formato GPX

Scarica in formato KML

Pubblicato da: pellegrinando | 7 marzo 2011

Finisce il prologo del cammino. Un primo bilancio

Ieri siamo arrivati al centro di Genova.   E’ finito il prologo del Cammino di Marcella.   Martedì inizierà il cuore del cammino, con la partenza da Rossiglione, luogo dell’incidente.  Il cammino scenderà il primo giorno ad Acquasanta; il secondo arriverà a Voltri e proseguirà fino a Noli.  Oggi attraversiamo il Ponente Genovese peroprio per arrivare al punto in cui l’altro cammino si incrocerà con questo.

Non è un gran camminare: dobbiamo attraversare la periferia, le zone industriali, quelle ancora attive (poche) e quelle dismesse.   Il mare ci è quasi sempre negato dal porto, dai cantieri, dalle industrie.   Proprio perché non è gradevole il cammino di oggi si dimostra duro, anche se non è lungo.   Per giunta percorriamo quasi sempre l’Aurelia e ci toccano quindi rumore e gas di scarico.   L’unica pausa gradevole è il lungomare di Pegli,dove incontriamo un presidio dell’AISM, che vende piantine di camelia.

E’ finito per ora il mio cammino.   Avevo il compito di accompagnare Anna per tutto il levante ligure.   Ho svolto il mio compito, l’ho aiutata anche nel preparare alcuni incontri.

Credo che Anna possa essere soddisfatta dei risultati raggiunti in questa prima fase del cammino.   Ci sono stati incontri con i Comuni, con Associazioni, con singole persone impegnate ed interessate ai problemi della disabilità.  Alcuni risultati sono già stati ottenuto con la pubblicazione di pagine informative sui siti web comunali.   E’ stata creata una rete di contatti che in seguito verrà coltivata.   Sono nate molte idee per il dopo cammino.

Molti km mancano ancora ad arrivare a Lourdes ed al successivo col du Somport.

Continaumo a sostenere lo sforzo di Anna e delle persone che la accompagnano.   Facciamolo seguendo questo blog, che continuerò a tenere aggiornato ed il suo: www.camminodimarcella.movimentolento.it

Pubblicato da: pellegrinando | 6 marzo 2011

Da Camogli arriviamo a Genova

Partiamo da Camogli con un tempo ormai decisamente bello.

Oggi, con una tappa un po’ più lunga del solito, arriveremo a Genova.   Anna è riuscita a prenotare solo un incontro alle 17 alla Libreria Finisterre.   Nessun comune ha risposto alla lettera di presentazione del cammino, non ha risposto l’Amministrazione Provinciale e soprattutto non ha risposto la Regione.   Anna ha provato in vari modi a cercare un contatto, di parlare con Assessori, con Dirigenti, ma senza trovare interesse.   Brutto segnale, specialmente se paragonato all’accoglienza calda ricevuta in altre località: Sarzana, La Spezia, Levanto, Moneglia, Lavagna.

Raggiungiamo Recco percorrendo l’Aurelia.   Stiamo camminando seguendo le tappe GPS che ho tracciato io stesso nei sopralluoghi che ho fatto a gennaio.  Però a febbraio ho preso una lunghissima influenza che mi ha impedito di completare la rilevazione.   Mi mancava dunque qualche tratto ed ho utilizzato tracce scaricate da altri, e quindi non verificate.   Questo tratto, appunto, ci fa passare per l’Aurelia ma probabilmente avremmo potuto fare un percorso migliore.

Recco ci appare come la sorella povera di Camogli   Ben più brutti sono i suoi palazzi, peggio tenuto il suo lungomare che seguiamo per un tratto, prima di affrontare una ripida scalinata che si inerpica sulla collina.   Dalle alture si vede bene Genova, a partire dalle numerose sue frazioni di levante.

Scendiamo quindi a Sori: nella piazzetta incontro un amico di Sarzana che ci offre il caffè di mezza mattinata.   Ripartiamo sull’ennesima dura scalinata che ci riporta in breve sulle colline e ancora andiamo su a riguadagnarci gli ampi panorami sul monte di Portofino che si allontana e su Genova, il cui porto via via si va delineando.   Scendiamo a Pieve Ligure.  Di qui seguiremo il lungomare percorrendo a tratti i marciapiedi lungo l’Aurelia, scantonando quando possibile sulle scalinate che portano ai borghi affacciati sul mare, come la splendida Bogliasco.   Passiamo la piccola Sant’Ilario, quella di Bocca di Rosa di Fabrizio De André.

Ma il regalo più bello ce lo regala Nervi con la splendida passeggiata dedicata ad Anita Garibaldi, costruita a picco sugli scogli, al riparo dal vento, ornata di belle costruzioni.   Non abbiamo tempo per fermarci a visitare gli splendidi parchi comunali che la fiancheggiano: ma li avevo attraversati durante il sopralluogo e sono davvero affascinanti.   Consiglio a tutti di passare di qui.

Ritorniamo lungo l’Aurelia.   Tocchiamo Quinto, poi Quarto con l’enorme monumento a ricordo della partenza dei Mille.  Poco più avanti ci fermiamo qualche minuto davanti all’ingresso dell’Ospedale Pediatrico Gaslini, dove fu ricoverata Marcella dopo l’incidente.   Anna entra per una visita alla chiesetta interna.

Attraversiamo lo splendido borgo marino di Boccadasse, circondato da fastose ville,   Subito dopo inizia la passeggiata di corso Italia, larga, ben pavimentata, molto frequentata dai genovesi: dall’altura sovrastante ci guardano le ville di Albaro, il quartiere residenziale dei genovesi ricchi..    Raggiungiamo la Foce: oggi ospita il Circo Medrano.   Pieghiamo a dx dirigendoci verso la Stazione Brignole.   Tagliamo la larghissima Piazza della Vittoria ed entriamo in Via XX Settembre, cuore della Genova di Levante.   E’ il momento del passeggio del sabato pomeriggio e c’è grande confusione.   Ci sentiamo spaesati dopo il silenzio ed il raccoglimento di questa settimana di cammino.    Attraversiamo Piazza De Ferrari salutati dalla sua famosa fontana e scendendo giù per Via San Vincenzo arriviamo al Porto Antico, ormai saldamente riconquistato a far parte dello splendido centro storico di Genova.   C’è vita, animazione.

Quasi al suo termine attraversiamo la strada, entriamo tra i carugi del centro, attraversiamo Via Prè ed arriviamo nella minuscola piazzetta Piazza dei Truogoli di Santa Brigida (i truogoli sono antichi lavatoi).    Qui ha sede la Libreria Finisterre, specializzata in letteratura di viaggi.….   Ci aspetta la gentile libraia che ci accoglie con affetto, scusandosi se per il poco tempo che ha avuto non è riuscita a dare all’incontro la dovuta pubblicità.    Arrivano due signore impegnate nel campo delle iniziative a fave di disabili e con loro si parla a lungo del Cammino di Marcella.

Sono stanco e mi fanno male i piedi: 32 km oggi, quasi tutti su fondo duro.    Andiamo in una bellissima casa del centro storico.   Una signora ci ospita in casa sua, ci prepara una cena.   E’ un’ospitalità allegra e deliziosa.   E poi è una recentissima pellegrina di Santiago ….

Pubblicato da: pellegrinando | 6 marzo 2011

Da Portofino a Camogli

Abbiamo dormito in camper, in un piazzale vicino al Covo del Nord Est, sul lungo mare.

Ci svegliamo in un’alba luminosa, con il sole che cerca di uscire fra nuvole leggere.

E’ un regalo: ci aspettavamo la pioggia.   Oggi sarà una tappa bellissima: da Portofino raggiungeremo San Fruttuoso e poi completeremo il giro del promontorio toccando le Batterie, Punta Chiappa arrivando infine a San Rocco e poi Camogli.

La salita è subito dura ma il clima è dolce e il sole è via via sempre più protagonista.   Saliamo a lungo la conca che sta alle spalle del paese ed usciamo poi in cresta entrando nella conca di San Fruttuoso.

Il bosco è fitto, scuro e non ci regala molti panorami fino a che, all’improvviso, si apre uno scorcio sul borgo di San Fruttuoso che raggiungiamo al termine di una discesa ripida su una pista su fondo in terra.

Il borgo sarebbe oggi quasi deserto se non fosse per i lavori in corso su una delle case.  Incontriamo subito una altissima gru e poi alcuni operai al lavoro, una barca che porta materiali. Per il resto nessuno in giro, tranne l’addetto alla biglietteria dell’abbazia.    Lavori a parte c’è silenzio, la dolcezza della luce morbida di un sole

appena velato, il bianco della facciata dell’abbazia, il verde bottiglia del mare, il verde scuro del folto bosco che abbraccia il borgo.

Ripartiamo affrontando una salita che si rivela subito micidiale: non difficile perché tutta a tornanti su fondo solido.   Ma non c’è respiro e saliamo fino a quota 275 per poi scendere subito dopo aver scavalcato un colletto che ci immette nella conca che termina alla Cala dell’oro.

Il paesaggio ora cambia, con strane rocce composte di sassi arrotondati immersi in un conglomerato.   Scendiamo in questa valletta, più raccolta e suggestiva sino ad arrivare a poca distanza dal mare e ricominciamo a risalire.

Più saliamo e più il percorso diventa aperto ed esposto: in molti tratti del sentiero è presente una catena per superare tratti esposti in sicurezza.  Il mare ed il cielo diventano sempre più protagonisti.   Saliamo ancora fino ad una curva che apre davanti a noi la vista del golfo di Genova.   Siamo al Passo del Bacio: sotto di noi Punta Baffe.

Oltrepassiamo alcuni fortini di guerra.  Da qui in poi percorriamo, pressoché in piano, il lato superiore del Monte di Portofino fino a Mortola, San Nicolò e infine il borgo di San Rocco.

Siamo sempre in alto: ma da qui una scalinata ci porta rapidamente a Camogli.  E’ un paese gradevole, antico, curato, con bei palazzi dalle fiacchiate dipinte, un lungomare incantevole.

Siamo ospitati da Aldo, che ci viene a prendere in auto.   Ci mette a disposizione la sua casa.   Va a comprare un vassoio di pansooti, ci prepara la cena.   E’ un’accoglienza strepitosa, grazie anche alla sua simpatia.

Oggi non ci sono stati incontri. E’ stata una giornata tranquilla e splendida per il percorso e l’ambiente.

Pubblicato da: pellegrinando | 5 marzo 2011

Da Chiavari raggiungiamo Portofino

Oggi percorriamo il golfo del Tigullio fino a Portofino.

Abbiamo dormito in camper e Chiavari ci dà la sveglia con l’ennesima giornata grigia.   Ma stamani non c’è vento e fa meno freddo.   Segnali positivi, certo: ma che rendono possibile la pioggia.

Scorriamo tutto il centro ed usciamo dalla città fino a che l’unica possibilità di proseguire in piano è costituita dall’Aurelia.   Proprio qui parte un sentiero / scalinata che, in un buio bosco di lecci, ci fa salire fino alla Chiesa di San Pantaleo.   Poi ci tocca una strada un po’ trafficata fino a Sant’Andrea di Roverano.   Di qui scendiamo a Zoagli, un paesino raccolto, ora davvero silenzioso e suggestivo: d’estate chissà!

Siamo sul mare naturalmente: e naturalmente ora dobbiamo risalire sulla collina.   La giornata è sempre più uggiosa e ci fa rimpiangere gli splendidi panorami che con il sole avremmo apprezzato di più.   Raggiungiamo un po’ a fatica la chiesa / borgo di Sant’Ambrogio, alla sommità del colle e quindi con una vista mozzafiato.   Poi giù fino a Rapallo.

Percorriamo tutto il percorso lungomare fra loe bancarelle del mercatino settimanale.   Dopo la città iniziala un tratto di costa ricco di ville con parchi, una più bella dell’altra.   Però il sentiero pubblico che percorriamo è stretto, infossato fra i muraglioni che delimitano le ville.   E il fondo spesso è sporco, trascurato e usato come discarica per le potature dei giardini.

Rivediamo il mare a San Michele di Pagana e poi ancora su faticosamente nell’interno a scavalcarfe una collina che ci porta a Santa Margherita Ligure.

Abbandoniamo ancora il mare per imboccare il sentiero che ci porterà a Paraggi e poi a Portofino.

Comincia a piovere, ma non diluvia.    L’utima pioggia era caduta domenica scorsa, nella tappa delle 5 Terre: tutto sommato ci è andata bene.   Si prevede tempo brutto nei èrossimi giorni.

Portofino ci appare davvero triste, quasi disabitata.   Pochissimi negozi aperti, un bar (di quelli con prezzi normali).   Quasi nessuno per strada, neppure una barca alla fonda.    Una pioggia fitta, la notte che arriva

 

Pubblicato da: pellegrinando | 3 marzo 2011

Il contributo di Laura al Cammino di Marcella

Fino all’età di sedici anni ero una ragazza come tante: la scuola, gli amici e tanti sogni  nel cassetto. I miei genitori si erano separati da poco quando improvvisamente, in una assolata domenica di settembre, mi succede qualcosa di molto strano: chiudo gli occhi per un attimo, infastidita dal sole e quando li riapro vedo tutte le cose intorno a me come filtrate da un velo che le rende scure, stranamente opache, e macchie nere e colorate mi passano davanti.   Non ci vedo quasi più.

Ricordo camici bianchi intorno a me, accertamenti clinici, esami del sangue, luci fastidiose negli occhi: si tratta di “emorragia vitreo-retinica”, ma non se ne  capisce la causa e tantomeno quali saranno gli sviluppi e le conseguenze.

Il soggiorno studio che dovevo fare a Brigton salta, e comunque dopo qualche tempo anche quando i medici dicono che sta tornando tutto alla norma, sento che non è così, ci vedo peggio, in classe l’anno successivo, sono costretta a sedere nei banchi davanti per vedere le scritte alla lavagna, inizia a comparire un po di strabismo,e dopo qualche anno riesco a studiare solo leggendo fotocopie ingrandite o aiutandomi  con una lente di ingrandimento.

solo all’età di 22 anni in una famosa clinica di barcellona , dopo ulteriori peggioramenti che mi portano ad essere ipovedente , mi viene diagnosticata una vitreo-retinopatia essudativa congenita e degenerativa ad entrambi gli occhi.

Non è facile per una ragazza di 16 anni accettare che qualcosa sta cambiando, che giorno dopo giorno senti sempre più di essere diversa dagli altri, dagli amici, dai compagni di scuola.  Quando sei adolescente vorresti essere uno dei tanti, vestirti come gli altri, fare le cose che fanno gli altri: insomma appartenere ad un gruppo.

Inizialmente ho cercato di nascondere quello che mi stava succedendo: ho preso brutti voti in inglese perchè la mia lettura a causa delle difficoltà visive era diventata incerta.   Così  mi rifiutavo di leggere ad alta voce  in classe, o andavo male in matematica perchè sbagliavo a copiare dalla lavagna.   Volevo ritirarmi da scuola e se non fosse stato grazie a due  carissime amiche e compagne di classe probabilmente l’avrei fatto; la mia  famiglia non è riuscita a starmi vicino ed aiutarmi in questo per me difficilissimo momento: la separazione recente, i problemi con il lavoro di mia mamma bastavano.

Per molto tempo ho pensato di essere l’unica al mondo ad avere un simile problema.   Non riuscivo ad immaginare come sarebbe potuto essere il mio futuro, la mia vita: mi isolavo sempre più dai miei amici per  paura che potessero capire che non ci vedevo.  Non mi accettavo, avevo un “handicap”.  C’era qualcosa in me che non andava  e me ne vergognavo.

Ora ho 35 anni, un lavoro, una laurea in fisioterapia, tanti amici, un amore, una casa, e tantissimi interessi e cose da fare.

Un giorno mentre lavoravo alla mostra “Dialogo nel buio”a Milano ed accompagnavo un gruppo di bambini delle elementari nel percorso  al buio,  una bambina mi ha detto: “il fatto di non vedere non è un problema ma una particolarità”.

Questa frase riassume a mio avviso bene il mio modo di intendere la vita, i suoi problemi , le gioie e le opportunità che ci offre.   Credo che è solo accettando noi stessi e sentendoci unici in tutto il  nostro essere possiamo trasformare le cosiddette disabilità in particolarità e trarre da esse dei vantaggi anziché dei limiti.

Sto partecipando al Cammino di Marcella ed ho camminato martedì 1° marzo da Levanto a Moneglia, una tappa molto suggestiva e non meno  impegnativa con salite e discese.  La mia vista mi permette di apprezzare nell’insieme il paesaggio in modo molto confuso, ma i profumi sempre diversi che si incontrano camminando, il canto delle onde   del mare, il rumore   dei nostri passi, il fruscio degli alberi e  delle foglie smosse dal vento e dal   nostro passaggio non rappresentano certo uno scenario  meno incantevole.

Se i sentieri sono larghi e ben tenuti cammino da sola, solo con l’aiuto di un bastoncino da trekking.  Mi sento libera: in città non c’è questa sensazione, il bastone bianco mi serve sempre per individuare gli improvvisi ostacoli e pericoli ed essere davvero rilassati mentre si cammina è difficile.  Qui è diverso, mi sento come se ci vedessi di nuovo;

Se i sentieri diventano stretti o scoscesi Luciano diventa i miei occhi: talvolta con la sua  amorevole ed attenta guida, talvolta nell’aiutarmi a vedere o nel descrivermi qualche scorcio: i miei piedi e l’equilibrio fanno il resto.

Sabato e domenica tornerò a camminare  con il Cammino di Marcella da Camogli a Genova.  Sono felice ed onorata di partecipare, anche se in piccola parte, a questa iniziativa  ed auguro con tutto il cuore ad Anna ed Enrica e a tutte le persone che per qualche tratto le accompagneranno un buon cammino e che possano continuare ad incontrare come è stato in questi primi giorni tante belle persone disposte a dare il loro aiuto ed il loro amore e ad ascoltare il loro messaggio.  Spero infine che  questa mia  testimonianza  possa far riflettere tutti noi  e magari dare un po’ di coraggio a chi pensa di avere dei limiti e di non poterli superare.

Ciao a tutti.

Laura

 

Pubblicato da: pellegrinando | 3 marzo 2011

La quinta tappa: da Moneglia a Chiavari

Il resoconto di questa tappa esce un po’ in ritardo.

Ieri sera davvero non ce l’ho fatta.   Siamo arrivati tirando il passo per arrivare puntuali ai vari appuntamenti e alla sera ero troppo stanco per scrivere.   La Liguria non ha pianure: solo salite e discese, senza tregua.     Ma partiamo dal mattino.

Partiamo da Moneglia sotto il cielo livido che ormai ci accompagna da giorni.   Fa freddo naturalmente e tira vento forte.    E’ subito salita dura ma sotto la giacca a vento il corpo si scalda.

Terminate le stradine cementate che hanno inglobato, rendendo brutte e faticose, le vecchie mulattiere, proseguiamo su sentiero.    Il bosco, inizialmente fitto, cede spazio ad arbusti, in prevalenza eriche e corbezzoli.   Ma quello che colpisce sono i monconi di pini senza più rami, in parte smangiati, evidenti residui di un incendio devastatore che ha distrutto il bosco preesistente.

E’ un paesaggio che induce tristezza, e ricordano le immagini che si vedono in televisione dopo un uragano, una alluvione, un vasto incendio.  Ed è stridente il contrasto con la bellezza del panorama circostante, di queste colline che si proiettano aeree verso il mare, aperte a scorci sulla costa che da poco abbiamo percorso: le insenature di Deiva, di Framura, la Punta Mesco e poi, laggiù, ormai lontane, le 5 Terre.  Quando si cambia versante appare il profilo del Monte di Portofino, il Tigullio e, più vicino, la Punta Manara che divide Riva da Sestri.

Arrivati a Punta Baffe giriamo a dx scendendo per una cresta che corre lungo la costa.  Davanti a noi ora c’è Riva (sul mare) e Trigoso (all’interno).   Fra questi borghi c’è un enorme capannone industriale, l’ex tubificio e, proprio sulla spiaggia, la Fincantieri che costruisce piccole navi.   Sono due presenze ingombranti che condizionano questo angolo che diversamente sarebbe davvero bello, una baietta riparata chiusa, verso Sestri, dall’alto promontorio di Punta Manara.

Saliamo il faticoso sentiero che risale fino al crinale: di qui finalmente possiamo salire con più respiro verso la Punta.   L’orologio ci dice che dobbiamo darci da fare e accelerare perché abbiamo appuntamento a Lavagna alle 15.   Io e Anna proseguiamo spediti; gli altri seguiranno con più calma.

Scendiamo con lo splendido panorama davanti a noi di Sestri, della baia delle fate, del promontorio boscoso.

Sul lungomare di Sestri il vento è ancora più tagliente.    Saliamo a dx la strada romana, con un fondo a tratti ancora originale, che sale ripida a scavalcare un colle scendendo poi a Cavi.  Di qui ancora salite per stradine (qui si chiamano creuze) pavimentate con una grossa pietra (una ciappa) più o meno quadrata,   Ai lati muretti a secco.    Saliamo fino a borgo di Santa Giulia; con fatica perché si sono da fare 250 metri di dislivello. E poi, finalmente, a scendere verso Lavagna che sembra lì, a pochi minuti, e che invece ci fa sospirare e faticare.

Però arriviamo a puntuali all’appuntamento con il Vice sindaco che ci accoglie con grande cortesia in una stanza arredata con mobili rococò, con bella vista sul mare.   Oltre che cortese, ci appare come persona colta, sensibile ai problemi della disabilità, che vede collegata strettamente al benessere dell’intera comunità.

Usciamo dal palazzo municipale, attraversiamo il centro sino ad arrivare al fiume Entella oltre al quale, senza interruzioni di tessuto urbano, c’è Chiavari.    Saliamo nella sede del settimanale “Levante” dove veniamo intervistati.

Poi un riposo in camper e alle 20 ci troviamo in una trattoria per una rapida cena offerta da alcune persone unite dall’amicizia ma con differfenti impegni sociali.   Poi, alle 21, rapidamente ci spostiamo in un cinema e Anna parla per alcuni minuti ad un pubblico che è lì per vedere un film organizzato dal locale cineforum.

Poi, finalmente, nel camper a dormire.

Sono stanchissimo, per i km, per i saliscendi e per il vento che mi ha ubriacato.   Ed anche per gli incontri, per i contatti umani che la conduzione del Cammino di Marcella ci richiede.

E che dire di questa Liguria fredda e ventosa?   Mah!   Mi sembrano condizioni eccezionali: siamo a marzo.    O forse se si cammina, se si sta tutto il giorno all’aperto il tempo avverso diventa più pesante.

Ma in compenso ogni giorno la forma fisica migliora: gli esiti dell’influenza ormai finiti.    Ma la fatica, quella, c’è sempre.

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