La temuta pioggia non è arrivata: fa freddo, molto, e c’è vento da nord ovest. Questa condizioni di tempo, qui in Liguria, garantiscono tempo asciutto: l’acqua la porta lo scirocco, vento di sud-est.
Questa garanzia ci rende ottimisti per questa giornata che si preannuncia impegnativa, per i dislivelli più che per la distanza.
Il vento è davvero tagliente, anomalo per la Liguria dal clima dolce. Il cielo è grigio. Il mare è di un color freddo acciaio ma trascolora in continuazione per il vento che forma in continua sequenza ampi cerchi sull’acqua.
Più al largo si formano creste d’onda: le “pecorelle”.
Arriviamo a Bonassola percorrendo il tracciato della vecchia ferrovia, che corre prevalentemente in galleria, aprendosi ogni tanto a spiaggette e cale rocciose.
Dopo Bonassola, che appare deserta in questo invernale martedì, si comincia a salire raggiungendo il Salto della Lepre. Poi inizia un bosco che diventa sempre più bello, con i suoi lecci misti a isolati pini. La cupezza della giornata accentua l’aspetto “montano” di questo tratto di bosco. Ogni tanto persino qualche torrentello ricco di acqua. Però le aperture che ogni tanto ci permettono di affacciarci sul mare ci restituiscono la bellezza di questa costa severa e spesso dirupata ma comunque splendida.
Scendiamo sino a Setta, il borgo più basso di Framura e poi subito a risalire attraverso i borghi di costa e, più su, di Ravecca. Non trovo parole adeguate a descrivere la dolcezza delle case dai colori pastello, dei giardini e degli orti, la bellezza degli stemmi, dei bassorilievi, delle statuette incastonati sulle facciate, la suggestione degli scorci e dei panorami, sempre nuovi ad ogni svolta.
Risaliamo senza troppa fatica la costa di Framura e poi percorriamo una strada, prima asfaltata e poi sterrata, che piano piano ci porta su, fino ai 300 metri della sommità della collina. Poi un poco di discesa e quindi giù per un sentiero impegnativo, sgarrupato e ripido, fino a Deiva.
Povera Deiva! La giornata non la aiuta ma la prima cosa che vediamo è un campeggio che sembra una baraccopoli, una favela. Poi lo sguardo prende d’infilata la fila di palazzi alti e brutti che fiancheggia la spiaggia e la nasconde al paese. Pure il fondovalle appare dimesso ed abbandonato. L’impressione è un paese trattato male da chi l’ha governato.
La Liguria non ha pianure e quindi, traversato il torrente che solca il fondovalle, ricominciamo a salire, inoltrandoci presto nel bosco. La salita ora è più impegnativa, forse perché abbiamo sulle gambe altre salite. Scolliniamo ed entriamo nell’ampia conca di Moneglia. Presto arriviamo a Lemeglio, un bel paesino che alla sommità ha un elegante chiesa con campanile.
La rete di rapporti che tiene Anna e la catena di solidarietà che ci accompagna ci porta in casa di due giovani che abitano nella canonica. Ci offrono un tè con i biscotti, il tepore della loro casa e soprattutto il calore della loro simpatia e della loro premurosa attenzione per noi. E inoltre ci regalano la tenerezza e i sorrisi di Amos, il loro figlio di 10 mesi.
Scendiamo a Moneglia e incontriamo il sindaco che ci mostra i lavori fatti per rendere accessibile la lunga spiaggia del paese.
Più tardi un incontro in parrocchia con un gruppo di ragazzi coordinati dal giovane e dinamico parroco don Massimiliano. Raccontiamo il cammino di Marcella: ma poi la discussione si allarga ad altri argomenti. Al termine ci invitano a condividere la loro cena comunitaria nel salone dalla parrocchia. Volentieri accettiamo
Il cammino sta prendendo una sua fisionomia, dopo l’assestamento dei primi giorni. Macinare salite e discese tutta la mattina fino alle prime ore del pomeriggio. Poi incontri a ripetizione, uno dietro l’altro. Nuove persone, sempre belle, ospitali e sorridenti, contenti di dare accoglienza e condividere. Per noi è un percorso faticoso ma esaltante.
Andiamo avanti: per domani sono previsti 27 km ed altre 3 salite impegnative, più o meno come quelle di oggi. E nel pomeriggio 3 incontri, a Setri, a Lavagna ed a Chiavari. E poi, chissà quali altre sorprese.







E’ finita questa lunga prima giornata. Non abbiamo camminato poi tantissimo: 23 km con solo una salita. Ma è stata una giornata intensa, piena.






